Cosa mi ispira

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Ogni percorso creativo è un intreccio di stimoli, intuizioni, emozioni. In questo post desidero condividere alcune delle fonti di ispirazione che nutrono la mia pratica artistica e personale, frammenti di bellezza che tornano ciclicamente a guidare le mie mani, il mio sguardo e la mia interiorità.


La natura


La mia prima, imprescindibile ispirazione è la natura. Ho imparato ad apprezzarla pienamente solo in età adulta, quando ho iniziato a percepire quanto fosse potente il semplice fatto di esserne circondata. Gli elementi naturali — foglioline, rami, fiori — sembrano risvegliare la mia energia vitale, come se potessero accordarsi con qualcosa di profondo e ancestrale dentro di me. Disegnarli con pochi tratti essenziali, usare solo qualche colore tenue, mi consente una comunione silenziosa ma intensa con questi elementi.
Un libro che ha contribuito a rafforzare questo legame è Il diario di campagna di una signora inglese di Edith Holden: ogni pagina è un piccolo scrigno di delicatezza, osservazione e amore per la semplicità.


Il giardinaggio e la coltivazione


L’attività del coltivare è per me un’altra forma d’arte. Sebbene faticosa, non riesco a rinunciare alla gioia di veder sbocciare un fiore o gustare i frutti di un lavoro paziente. Mi affascina il ritmo naturale del giardino: ogni passaggio ha il suo tempo, ogni gesto ha bisogno di cura e attenzione, ma poi, se le condizioni sono quelle giuste, la vita prende il sopravvento. È un insegnamento profondo, che ritorna anche nella mia pratica artistica: seminare idee, nutrirle, lasciare che crescano.


La ceramica e le porcellane


C’è qualcosa di magico nei manufatti in ceramica: oggetti fragili, plasmati dalle mani dell’uomo, che riescono a sfidare il tempo e a raccontarci storie lontane. Da sempre mi affascina questo legame tra materia e memoria.
Ho sperimentato diverse tecniche di foggiatura e decorazione, ma ultimamente è la porcellana inglese dell’Ottocento a esercitare su di me un’attrazione speciale. Colleziono tazze da tè, in particolare quelle della manifattura Samuel Radford. Mi incantano la loro eleganza, il loro carattere, come se ciascuna nascondesse storie segrete, sussurrate da mani che le hanno toccate molto prima di me.

Maria Lai

Un’altra fonte di ispirazione profonda è l’opera dell’artista sarda Maria Lai. Nelle sue creazioni riscopro la forza dei materiali poveri, l’uso poetico dei fili, la potenza delle parole cucite sulla stoffa o intrecciate nei libri d’artista. Il suo lavoro mi ricorda che l’arte non ha bisogno di essere grandiosa per essere significativa. Basta un gesto, una traccia, un legame invisibile per evocare mondi interiori complessi e autentici.

Queste sono alcune delle radici del mio lavoro creativo. In futuro mi piacerebbe raccontare ognuna di queste ispirazioni più nel dettaglio e magari aggiungerne di nuove, perché l’arte, come la vita, è un campo in continua fioritura.

2 risposte a “Cosa mi ispira”

  1. Avatar Carmen
    Carmen
    1. Avatar Paola

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